E’ preferibile una coltellata ad un complimento. Essa non mente. No, non vi è alcuna menzogna nel complimento. Il fatto è che una piccola lode è già un assoluto in forma minore; un fallo, incorreggibile, qualunque forma esso prenda a contatto con l’aria. Essere belli esteticamente. Correre più veloce degli altri. Giocare bene a calcio. Scrivere deliziosamente. La simpatia, l’intelligenza, il coraggio, e tutto il resto. Il gesto si perde, la naturalezza si invischia, il sorriso inciampa. Pericolosamente annacquati da quella fissità senza rimedio che è il complimento. Ma sì, certo. Non è il complimento in sé; è la nostra incapacità a farcelo scivolare addosso senza prenderlo veramente in considerazione. A livello esistenziale il mito è morte. E loro creano miti, e ci vellicano, e noi non resistiamo. E’ preferibile una coltellata ad un complimento.
28 April 2007
XV.
16 April 2007
Tallinn 1/2
10 April 2007
Film di marzo
Salvatore – Questa è la vita di Gian Paolo Cugno, Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, Nessun messaggio in segreteria di Paolo Genovese e Luca Miniero, Sotto la stessa luna di Carlo Luglio, Fuoco su di me di Lamberto Lambertini, …E se domani di Giovanni La Parola, Renaissance di Christian Volkman.
3 April 2007
La nostra torre d’avorio
Mi soffermo e li ascolto. Il francese è snob e altezzoso, così pieno di nasali che…; il tedesco è ispido e secco, preciso; lo spagnolo è contadino e chiassone, dell’italiano ha raccolto tutti i difetti e nemmeno un pregio; il russo è chiuso, cadente e melanconico; il cinese è ottuso, ripetitivo, forse tremendamente vuoto; l’arabo pare selvaggio, selvaggio e violento; l’inglese è perfettino, sempre pettinato e col doppiopetto; l’americano è volgare, senza stile e senza storia.
E l’italiano? Quando interrogo le persone affascinate da questa lingua esse mi rispondono che è “emozionante e romantico e dolce: come la musica”. Che sfortuna esserci talmente dentro, all’italiano, da non poterne sentire che un eco troppo vago per poterlo afferrare.














