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28 April 2007

XV. [Frammenti] — manlio casagrande @ 9:00

E’ preferibile una coltellata ad un complimento. Essa non mente. No, non vi è alcuna menzogna nel complimento. Il fatto è che una piccola lode è già un assoluto in forma minore; un fallo, incorreggibile, qualunque forma esso prenda a contatto con l’aria. Essere belli esteticamente. Correre più veloce degli altri. Giocare bene a calcio. Scrivere deliziosamente. La simpatia, l’intelligenza, il coraggio, e tutto il resto. Il gesto si perde, la naturalezza si invischia, il sorriso inciampa. Pericolosamente annacquati da quella fissità senza rimedio che è il complimento. Ma sì, certo. Non è il complimento in sé; è la nostra incapacità a farcelo scivolare addosso senza prenderlo veramente in considerazione. A livello esistenziale il mito è morte. E loro creano miti, e ci vellicano, e noi non resistiamo. E’ preferibile una coltellata ad un complimento.

16 April 2007

Tallinn 1/2 [Photos] — manlio casagrande @ 16:23

   

   

   

10 April 2007

Film di marzo [Cinema] — manlio casagrande @ 17:59

Salvatore – Questa è la vita di Gian Paolo Cugno, Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, Nessun messaggio in segreteria di Paolo Genovese e Luca Miniero,  Sotto la stessa luna di Carlo Luglio, Fuoco su di me di Lamberto Lambertini, …E se domani di Giovanni La Parola, Renaissance di Christian Volkman.

3 April 2007

La nostra torre d’avorio [La torre di Babele] — manlio casagrande @ 15:42

Mi soffermo e li ascolto. Il francese è snob e altezzoso, così pieno di nasali che…; il tedesco è ispido e secco, preciso; lo spagnolo è contadino e chiassone, dell’italiano ha raccolto tutti i difetti e nemmeno un pregio; il russo è chiuso, cadente e melanconico; il cinese è ottuso, ripetitivo, forse tremendamente vuoto; l’arabo pare selvaggio, selvaggio e violento; l’inglese è perfettino, sempre pettinato e col doppiopetto; l’americano è volgare, senza stile e senza storia.
E l’italiano?
Quando interrogo le persone affascinate da questa lingua esse mi rispondono che è “emozionante e romantico e dolce: come la musica”. Che sfortuna esserci talmente dentro, all’italiano, da non poterne sentire che un eco troppo vago per poterlo afferrare.


(c) 2006-2007 manlio casagrande

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