I l m a c e l l a i o
Mi avvicinai ad un macellaio
Stava squartando un agnello
Lo accusai proprio lì
Col suo agnello torturato.
“Ascoltami, ragazzo – mi disse –
Io sono ciò che sono
E tu, tu sei il mio unico figlio”.
Trovai un ago d’argento
Me lo infilai nel braccio.
Mi diede del sollievo,
Mi diede del dolore,
Ma le notti così fredde
E quasi mi tenne caldo
Come mai la notte è senza fine?
Vidi dei fiori crescere
Lì, dove l’agnello cadde
Avrei forse dovuto lodare il Signore?
Emettere una specie di suono giocoso?
Egli disse: “Ascoltami, ora ascoltami
Io vago e vago e meta non ho
E tu, tu sei il mio unico figlio”.
Non lasciarmi ora,
No, non lasciarmi,
Una recente caduta
Mi ha fatto a pezzi
Sangue sul mio corpo
E ghiaccio nell’anima.
Vai avanti, figliolo,
E’ il tuo mondo.


