L’inglese è una forma di violenza esercitata tramite il linguaggio. Credono che non impararlo equivalga a fare resistenza. Ma anche la lingua italiana fu una forma di violenza, oggi però dimenticata. Non c’è dominanza linguistica che non nasca da una qualche prova di imperialismo. Il nostro privilegio è quello di trovarci a cavallo; l’aria fredda sul nostro viso è la coscienza del meccanismo in corso. I nostri nonni, abbandonati ai loro dialetti, erano liberi. Noi no. Libertà significa – in ultima istanza – “facoltà di non vedere il potere al quale si è sottomessi”.
3 February 2007
IX.
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